Caos etichette

Caos etichette

Volutamente poco leggibili e ricche di omissioni

  Martedì, 19 Gennaio, 2016 - 18:45

Molte etichette di prodotti alimentari italiani rappresentano un vero e proprio rebus per il consumatore. Un fattore che concorre a creare sempre maggiore confusione, mescolando le carte ed omettendo informazioni importanti come, nel caso di alcuni prodotti trasformati, l'elenco delle materie prime e il luogo di produzione dei semilavorati che compongono il prodotto finale.

Per bloccare la proliferazione di frodi alimentari è necessario lavorare sulla tracciabilità e sulla trasparenza dell'intera filiera indicando, possibilmente, l'intero percorso del prodotto: dal campo alla tavola.

L'indicazione obbligatoria della provenienza degli alimenti è stata richiesta dal 96,5% degli italiani nel corso di una consultazione pubblica on line relativa all'etichettatura dei prodotti alimentari, indagine voluta dal Ministero delle Politiche Agricole. Consultazione che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 al marzo 2015.

Attualmente, infine, resta un fatto: “quasi la metà della spesa – spiega Coldiretti – resta del tutto anonima per colpa della contraddittoria normativa comunitaria “ a due velocità” che obbliga l'indicazione di provenienza per le carni bovine ma non per i prosciutti, per l'ortofrutta fresca ma non per quella trasformata, per le uova ma non per i formaggi, per il miele ma non per il latte.”

“Il risultato è che – conclude Coldiretti – gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani ma provenienti da animali allevati all'estero. Stesso discorso vale per tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro e per la metà delle mozzarelle in circolazione.”

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