Export e imprese

Export e imprese

L'Emilia-Romagna fa il punto

  Lunedì, 12 Settembre, 2016 - 12:04

Nella giornata inaugurale del Sana, la Regione Emilia-Romagna fa il punto sulle nuove opportunità di crescita dell'agroalimentare regionale e nazionale.

Se il biologico vola e l'export agroalimentare ha toccato numeri da record, non mancano nuove e sostanziose prospettive di crescita.

L'incontro "L'agroalimentare dell'Emilia-Romagna tra barriere commerciali, Brexit e accordi internazionali" è rivolto principalmente alle imprese, invitandole a guardare con fiducia oltre i confini nazionali. A tale proposito la Regione ha deciso di puntare con particolare insistenza sull'export verso un mercato preciso: quello statunitense, organizzando varie iniziative nel corso del mese di novembre, dedicate alla cucina italiana nel mondo.

Tra gli strumenti concreti che la Regione mette a disposizione, ci sono i bandi. C’è tempo fino al 30 settembre per presentare domanda per Go Global, rivolto proprio alle piccole e medie imprese non esportatrici, anche del comparto agroalimentare. A disposizione, grazie alle risorse Por-Fesr, ci sono 17,5 milioni per il 2016 e circa 12 milioni all’anno fino al 2020. Costruito su 10 Paesi focus (Sud Africa, Angola, Mozambico, Usa, Canada, Cina, Iran, Kazakhstan, Perù e Colombia), mira a sostenere progetti di promozione su mercati extraeuropei.

Se da un lato internazionalizzazione e aggregazione sono le strade per far crescere l’export, dall’altro rimangono le difficoltà legate alle barriere fitosanitarie e commerciali, determinanti quando si fa riferimento ai mercati extra Ue.

In questo contesto sempre maggiore rilevanza assumono le Reti formate dalle regioni europee, che possono far fronte comune in sede decisionale. L’Emilia-Romagna ne guida due: l’Areflh, l’associazione che riunisce 25 regioni produttrici di frutta e ortaggi, di cui è presidente l’assessore all’Agricoltura Simona Caselli, e Vanguard Initiative, che raggruppa 30 regioni per promuovere progetti pilota nei settori delle tecnologie avanzate, guidata dall’assessore al Coordinamento delle politiche europee, Patrizio Bianchi.

Per quanto riguarda il mercato statunitense, sostanziali sono le dichiarazioni dell'europarlamentare Paolo De Castro: “Parliamo di un mercato dalle potenzialità straordinarie, che nutre un amore sconfinato per l’agroalimentare italiano. L’accordo - ha sottolineato - sarà anche uno strumento per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding. Perché se vogliamo accrescere il livello di tutela dei nostri prodotti fuori dall’Ue, la strada è una sola: quella dei negoziati internazionali”.

Articoli correlati