Referendum sulle trivellazioni in acque territoriali

Referendum sulle trivellazioni in acque territoriali

Si vota il 17 aprile

  Giovedì, 25 Febbraio, 2016 - 11:38

“Ce la metteremo tutta per informare i cittadini sul quesito e sull'importanza della partita in gioco, anche se siamo consapevoli delle difficoltà insite nell'affrontare questa partita in soli due mesi.”

Con queste parole Legambiente si prepara al referendum del 17 aprile che chiamerà gli italiani alle urne per decretare il futuro delle trivellazioni in mare, entro 12 miglia marine dalla costa.
Si tratta di un'occasione importante per accendere i riflettori, per la prima volta a livello nazionale dopo la Conferenza sul Clima di Parigi, sulla questione del futuro energetico del Paese.

Le associazioni per l'ambiente si preparano all'appuntamento organizzando manifestazioni di sensibilizzazione e mobilitazione per tratteggiare un futuro che, come ribadito in occasione di Cop21, non passa dalle fonti di energia fossile.

Nel dettaglio, il quesito referendario sarà il seguente: “Volete che, quanto scadranno le concessioni, vengano fermati tutti i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c'è ancora gas o petrolio?”
Il quesito interessa solo le attività di trivellazione in mare in atto entro 12 miglia dalla costa. Ne restano escluse le trivellazioni in mare aperto e sulla terraferma che proseguiranno la loro attività estrattiva fino ad esaurimento dei giacimenti.

Se dovesse vincere il “Si”, l'articolo 6 comma 17 del codice dell'ambiente sarà abrogato e le trivellazioni si bloccheranno con il termine delle concessioni statali e non con l'esaurimento del sito estrattivo.

Energia

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