Semine grano -7,3%

Semine grano -7,3%

Allarme pasta

  Lunedì, 20 Febbraio, 2017 - 09:43

Il taglio dei prezzi corrisposti agli agricoltori ha provocato la decimazione delle semine di grano in Italia, con un crollo del 7,3% per un totale di 100.000 ettari coltivati in meno.

Andamento che peserà sulla produzione di vera pasta italiana, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro.

E’ l’allarme lanciato della Coldiretti che chiede di accelerare urgentemente il percorso per arrivare all’etichettatura d’origine della pasta ondeevitare la chiusura delle aziende, ma anche il rischio di abbandono e desertificazione di una fetta consistente del territorio nazionale.

"La situazione è difficile - sottolinea la Coldiretti – con la riduzione delle semine che varia dal -11,6 % nel Nord-Est al -5,4% nel Centro, mentre nel Sud e Isole si registra un -7,4%".

"Una realtà che - denuncia la Coldiretti - rischia di essere favorita dall'approvazione da parte dell'Europarlamento del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) con il Canada che rappresenta il primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale contro il quale - precisa la Coldiretti - rischia di scatenarsi una nuova guerra del grano".

“In pericolo non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

"Da qui la necessità - prosegue Coldiretti - di accelerare sul percorso di ratifica ed entrata in vigore dell’etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta. Lo schema di decreto, frutto della battaglia del grano lanciata da Coldiretti e condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, è stato inviato alla Commissione Europea a Bruxelles. L’obiettivo comune deve essere – evidenzia Moncalvo - quello di lavorare per una veloce approvazione poiché solo in questo modo sarà possibile smascherare l’inganno del prodotto estero spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di pasta su tre contiene grano straniero senza che i consumatori possano saperlo, valorizzando il prodotto nazionale e invertendo la tendenza già a partire dalla prossima campagna di semina".

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