Etichetta d'origine sui prodotti trasformati

Etichetta d'origine sui prodotti trasformati

La Francia ottiene il via libera dall'Ue

  Martedì, 22 Marzo, 2016 - 11:24

La Francia ha ottenuto il via libera da Bruxelles in merito alla possibilità di indicare in etichetta l'origine delle materie prime alla base dei prodotti trasformati.

Il placet della Commissione giunge, per il momento, in linea di principio e apre la strada alla tanto attesa etichettatura di origine obbligatoria.

L'autorizzazione fa seguito al regolamento comunitario 1.169/2011 entrato in vigore il 13 dicembre 2014: una norma che consente agli Stati membri di istituire leggi nazionali in materia di etichettatura obbligatoria qualora i cittadini esprimano parere favorevole.

A tale proposito, la consultazione pubblica online indetta dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rilevò, a suo tempo, chiaramente la necessità dei consumatori di essere messi a conoscenza degli alimenti contenuti nei prodotti trasformati: l'89% dei 26.547 consumatori intervistati ritiene che l'assenza di una chiara etichettatura sui prodotti lattiero caseari possa trarre in inganno, l'87% esprime le medesime perplessità nel caso delle carni trasformate, l'83% per quanto riguarda frutta e verdura trasformata, l'81% per la pasta e il 78% per il latte a lunga conservazione.

“Prendere esempio dalla Francia”, ha dichiarato Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti.

I cugini d'Oltralpe hanno ottenuto ciò che le associazioni di categoria italiane richiedono da molto tempo.

“Con due prosciutti su tre venduti come italiani ma provenienti da maiali allevati all'estero – prosegue Moncalvo – e due cartoni di latte a lunga conservazione su quattro di origine straniera e senza indicazione in etichetta, occorre introdurre senza esitazione in Italia l'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti.”

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