Il caso della cimice asiatica

Il caso della cimice asiatica

10 milioni di euro dall'Emilia-Romagna per contrastarne la diffusione

  Mercoledì, 15 Febbraio, 2017 - 11:09

Un bando da 10 milioni per finanziare l’acquisto e l’installazione da parte degli agricoltori di reti anti-insetto per la protezione degli impianti frutticoli a rischio; una cabina di regia unica regionale per coordinare gli interventi sul territorio con la partecipazione di tutti i soggetti interessati (Servizi fitosanitari, Università, enti di ricerca, Organizzazioni dei produttori, centrali cooperative, ecc.) e l’avvio nella prossima primavera dei primi test sperimentali di lotta biologica con il lancio massivo di insetti predatori del pericoloso fitofago.

Sono i nuovi interventi messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare l’avanzata della cimice asiatica (Halyomorpha Halys), la specie “aliena” che provoca gravissimi danni alle colture frutticole - in primis le pere, ma anche mele, kiwi e pesche - e che dopo le prime apparizioni nel Modenese si sta diffondendo a forte velocità nel resto del territorio regionale, a partire dalle province limitrofe di Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, e che dall’anno scorso ha fatto la sua comparsa anche nel Ravennate e in provincia di Forli-Cesena.

“Siamo la Regione in prima linea nel combattere la cimice - ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -. Stiamo facendo ogni sforzo sia dal punto di vista organizzativo che delle risorse finanziarie per fornire agli agricoltori la necessaria assistenza tecnica, individuare efficaci metodi di contrasto e intervenire a difesa del reddito degli agricoltori. Per questo auspichiamo che anche il Governo e l’Unione Europea facciano la loro parte e mettano a disposizione risorse adeguate per affrontare un’emergenza che rischia di coinvolgere l’intero settore ortofrutticolo dell’Europa meridionale”.

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