Storico flop delle semine OGM

Storico flop delle semine OGM

Nel mondo è in atto un cambiamento sostanziale: 1,8 milioni di ettari si convertono all'OGM free

  Venerdì, 15 Aprile, 2016 - 11:02

Il 2015 è l'anno in cui si è registrato il crollo dell'appeal delle coltivazioni OGM: -18% in Europa, un dato che segue l'inversione di tendenza mondiale che, nell'ultimo anno, ha influito sulla conversione OGM free di 1,8 milioni di ettari.

"La scelta degli agricoltori certifica la crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse miracolistiche", questo il commento di Coldiretti nell'analizzare il rapporto annuale dell'ISAA, International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications.

In Europa, nel 2015, sono stati piantati solo 116.870 ettari di mais geneticamente modificato (-18%), distribuiti in appena 5 paesi.

"Bel il 92% del mais biotech europeo è coltivato in Spagna, dove sono stati seminati 107.749 ettari (-21%). Le superfici coltivati sono residuali in Portogallo, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca.
"Si tratta di una tendenza - commenta Coldiretti - che conferma la giusta decisione dell’Italia che ha notificato alla Commissione europea nel 2015 la richiesta di vietare la coltivazione di ogm sul loro territorio assieme ad altri 18 Stati. (Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Slovenia e Ungheria, mentre la Gran Bretagna ha presentato domanda per Scozia, Galles e Irlanda del nord e il Belgio per la Vallonia).

La richiesta di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo trova d’accordo - spiega Coldiretti - quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) che si oppongono oggi al biotech nei campi".

“Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. L’agricoltura italiana - spiega la Coldiretti - è diventata la piu’ green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la piu’ vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati come avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea".

"A livello globale nel 2015 - sottolinea la Coldiretti - sono stati coltivati 179,7 milioni di ettari di colture biotech, con uno storico decremento di 1,8 milioni di ettari rispetto ai 181,5 milioni nel 2014, a causa dei prezzi bassi. Gli Stati Uniti - precisa la Coldiretti - continuano a guidare la produzione biotech con 70,9 milioni di ettari (39% del totale), con un decremento di 2.2 milioni di ettari rispetto al 2014. Il Brasile si conferma al secondo posto con 44,2 milioni di ettari (25% del totale) con un incremento di 2 milioni di ettari rispetto al 2014. Al terzo posto si trova l’Argentina con 24,5 milioni di ettari; poi l’India con 11,6 milioni di ettari ed il Canada con 11 milioni di ettari (circa -5% rispetto al 2014). Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sui vantaggi economici, cresce lo scetticismo degli agricoltori e dei consumatori. Anche perchè gli Ogm in commercio - conclude la Coldiretti - riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell’interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili".

Articoli correlati