USA e dazi

USA e dazi

La ricaduta sull'agroalimentare

  Lunedì, 3 Aprile, 2017 - 11:28

Nella black list di 90 prodotti che rischiano di essere colpiti dai super dazi statunitensi ci sono anche i tartufi freschi o refrigerati, i pomodori conservati in polpa o pelati come i San Marzano, le castagne e le barrette di cioccolata, oltre che le acque minerali come la San Pellegrino per un conto totale - solo nell’agroalimentare - di oltre 250 milioni di prodotti esportati. E’ quanto emerge dall’analisi della lista non definitiva dei prodotti che potrebbero subire il contraccolpo dell'innalzamento dei costi di esportazione.

Più in generale la nuova politica tendenzialmente “più protezionista” del neopresidente degli Stati Uniti Donald Trump mette a rischio 3,8 miliardi di esportazioni di Made in Italy agroalimentare. Si tratta in pratica del 10% del totale delle esportazioni agroalimentari italiane nel mondo (38,4 miliardi).

"Gli Usa – precisa la Coldiretti - si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Il vino risulta essere il prodotto più gettonato dagli statunitensi con 1,35 miliardi di euro di acquisti (+5% nel 2016), davanti a olio (499 milioni +10% nel 2016), formaggi (289 milioni, +2% nel 2016) e pasta (271 milioni, +4% nel 2016)".

"In questo contesto - continua la Coldiretti - con il rischio di chiusura delle frontiere si pone un evidente problema di proliferazione sul mercato statunitense del fenomeno dell’Italian sounding che vale già 20 miliardi di euro. Il 99% dei formaggi di tipo italiano – sottolinea la Coldiretti - sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York: dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma - denuncia la Coldiretti – c’è anche il Chianti prodotto in California, mentre sempre negli States è possibile acquistare del Marsala Wine. Il fenomeno del falso vino “Made in Italy” trova un forte impulso anche dalle opportunità di vendita attraverso la rete dove è possibile acquistare da aziende statunitensi pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di copiare (malamente) le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. Il Made in Italy tarocco a stelle e strisce però – conclude la Coldiretti - colpisce tutti i comparti dell’export tricolore".

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